San Benedetto

Patrono della Buona Morte

Invocato anche come Patrono della Buona Morte nonché degli esorcisti, il Santo Padre Benedetto morì in piedi sorretto dai suoi discepoli, in preghiera con le mani levate verso il cielo, dopo aver ricevuto il Santo Viatico: unì così la sua morte a quella di Nostro Signore sulla Croce.

Il Santo Patriarca apparve un giorno a Santa Gertrude, promettendole: «Chiunque ricorderà la dignità per cui il Signore ha voluto onorarmi e beatificarmi, concedendomi di fare una morte così gloriosa, io l’assisterò fedelmente in punto di morte e mi opporrò a tutti gli attacchi del nemico in quest’ora decisiva. L’anima sarà protetta dalla mia presenza, essa resterà tranquilla, malgrado tutte le insidie del nemico, e, felice, si slancerà verso le gioie eterne».

A confermare il patrocinio di San Benedetto in morte, e che dovrebbe spingere ogni fedele ad invocarlo con affetto e devozione filiali, è l'indulgenza plenaria in punto di morte (in articulo mortis) legata alla medaglia e alla croce del santo Patriarca di Montecassino. Il moribondo che bacia o che tocca in qualche modo uno di questi crocifissi ottiene la remissione completa della colpa meritata per i peccati commessi, nonché della rispettiva pena.

Promesse fatte da Dio per mezzo di un Angelo

al Santo Patriarca Benedetto

  1. Il tuo Ordine durerà sino alla fine del Mondo.

  2. Negli ultimi tempi fedelissimamente regnerà nella Chiesa Romana, e conforterà moltissimi nella vera fede.

  3. Nessuno morrà nel tuo Ordine se non in stato di salvezza. Ma se qualcuno vivrà nel peccato, e non ne desisterà, sarà confuso, o cacciato via da esso, o spontaneamente lo abbandonerà.

  4. A chiunque perseguiterà il tuo Ordine, se non rinsavisca, sarà abbreviata la vita, o morrà di una mala morte.

  5. Tutti quelli che ameranno il tuo Ordine, faranno una Buona Morte.

 

(Queste promesse si trovano iscritte nei monumenti della Sacra Isola di Lirino, e sono riferite diffusamente da Arnaldo Wion nella sua Cronologia).

La Medaglia o Croce di San Benedetto Abbate

Storia della Medaglia

La devozione della Croce o Medaglia di San Benedetto è certamente assai antica; tuttavia sarebbe difficile stabilire come e quando avesse principio. Il fatto più antico ricordato nelle cronache circa la potenza di questa Croce è quello che narra la miracolosa guarigione di Brunone figlio del Conte Ugo di Eginiskeim in Germania, che poi divenne Papa Leone IX nell’anno 1048 e morì nel 1054; ancor fanciullo fu morso da un serpente velenoso, e più di due mesi versò in pericolo di vita, finché un giorno gli apparve una scala che dal suo letto metteva al Cielo; ed un vecchio venerando in abito di Monaco, che egli riconobbe essere il Patriarca S. Benedetto, sceso per quella scala, ed accostatosi a lui, lo toccò con una croce che aveva in mano; dopo di che il fanciullo migliorando, si trovò presto totalmente guarito.

Nel XVII secolo questa devozione alla Croce o Medaglia di S. Benedetto si diffuse largamente prima in Germania poi in tutt’Europa, specialmente per la sua potenza contro gli spiriti maligni. Benedetto XIV con un Breve l’approvò solennemente e l’arricchì di molte indulgenze.

Spiegazione della Medaglia

La Medaglia di S. Benedetto porta da un lato l’effigie del Santo, dall’altro l’immagine della Croce con alcune lettere che si spiegano nel modo seguente.

Le quattro lettere dei lati C.S.P.B. significano: «Crux Sancti Patris Benedicti», La Croce del Santo Padre Benedetto.

Le cinque del tronco: C.S.S.M.L. valgono: «Crux Sacra Sit Mihi Lux», La Croce santa mi sia luce.

Le cinque nelle braccia N.D.S.M.D. esprimono: «Non Draco Sit Mihi Dux», Non il demonio [il Dragone] sia il mio capo.

Le quattordici nel giro cioè V.R.S.N.S.M.V.S.M.Q.L.I.V.B.; significano: «Vade Retro Satana; Nunquam Suade Mihi Vana; Sunt Mala Quae Libas; Ipse Venena Bibas». Allontanati Satana! non mi persuaderai mai delle vanità. Sono malvagie le tue offerte. Bevi tu, il tuo veleno.